San Nicolò di Mira



Iniziata a costruire nel 1516 ed aperta al culto nel 1520, divenne la chiesa parrocchiale per i fedeli d’origine albanese di rito bizantino e fu dedicata a S. Nicolò di Mira. Costruita e mantenuta nelle forme e nelle linee architettoniche delle chiese di rito bizantino, cioè con il Sancta Sanctorum (Vima) separato dal resto della navata dall’iconostasi, nel 1741 la chiesa incominciò a subire un radicale cambiamento interno con la costruzione delle cappelle laterali, prendendo le linee architettoniche delle chiese di rito latino. Nel 1752 l’architetto don Nilo Cizza dell’ordine di S. Basilio Magno del Monastero bizantino di Palermo le diede l’attuale sistemazione a navata unica con volta a botte e gli archi alla romana.

L’iconostasi restava così l’unica testimonianza di chiesa di rito bizantino, anche se per non molti anni ancora: essa fu infatti demolita negli anni tra il 1781 ed il 1800, molto probabilmente perché deteriorata. I quadri della smembrata iconostasi furono conservati in alcune casse di legno dove rimasero fino all’anno 1900, quando la maggior parte di essi venne trasportata e collocata nella nuova iconostasi della chiesa filiale di Santa Maria di tutte le Grazie. Nel 1915 l’arciprete Buccola fece iniziare i lavori per il rifacimento del prospetto principale e della facciata laterale, per la sopraelevazione del campanile e per la sistemazione del podio attorno alla chiesa e delle due scalinate davanti alle porte d’ingresso. Scoppiata la guerra, fu realizzata solamente la facciata principale. L’opera intrapresa fu proseguita e completata sotto il nuovo arciprete Perniciaro nel 1935. Più tardi, nel 1958 lo stesso arciprete fece realizzare l’altare in forma basilicale col tabernacolo, sul quale è collocato il crocifisso eburneo degli anni 80 del XVI sec., attribuito al Giambologna, dono del principe Francesco Paolo Corvino. Negli anni 1990-91 la Matrice greca, per interessamento dell’arciprete Masi, si è arricchita di una nuova iconostasi, commissionata ad un maestro iconografo di Atene, Kostas Zouvelos. Recentissima è, infine, l’icona musiva realizzata nella lunetta esterna sul portale principale, opera del maestro Pantaleo Giannaccari, realizzata per interessamento del nuovo parroco Lascari. Nella chiesa si custodiscono ancora alcune delle preziose icone della smembrata antica iconostasi.